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Macchie rosse

21 giugno 2019

Erano giorni d’estate, addirittura quella di una volta, governata dall’anticiclone delle Azzorre, figura mitica dei tempi di Caroselli e Baroni. Si prefigura per la settimana prossima caldo afoso, dovuto al dominio dell’anticiclone Africano, creatura che alcuni negano, in particolare i discepoli del Servizio dell’Aeronautica, tipo Sottocorona.
Sta di fatto che da quando il tempo lo fa Ilmeteo.it, c’è sempre questo Caronte, o come diavolo questi signori si inventano di chiamare il promontorio anticiclonico che si allunga sul mediterraneo da Sud.
La cosa che però mi sta più a cuore è che la transizione tra queste due entità avverrà con una pausa, nella quale una bassa fara’ strame nel Nord e pure nel centro appenninico. Disegnano proprio una areola di temporalazzi tra Marche, Toscana, alto Lazio e Umbria. Sarà forse per questo buco pressorio, che domani tutta l’aria che sta qua vorrà andare la’, generando una migrazione atmosferica dalle palme dell’isola della Cattedrale, ai castagni dell’appennini centrali. Pare ridicolo, eppure nella mappa di tutto il mediterraneo, l’unico punto con forza 7 è proprio più o meno su Palmarola. Una specie di nuvola di Fantozzi.

Vabe’ poi le successive previsioni hanno un po’ abbassato, vedremo domani che si trova… di sicuro è previsto un rapido miglioramento.
Qui i lavori di oggi hanno visto le pulizie in coperta, fatte dai ragazzi del pontile. Poi ho ripassato qualche macchia di ruggine col muriatico, e mi è piaciuto come ha sbiancato il teak. Allora gli ho dato anche al teak delle panche, poi ho fatto asciugare ingannando il tempo con qualche rifinitura di spesa, poi ho dato il nanoprom a pennello, preso da Negozio Equo. Per un po’, mi godro’ l’acqua che non bagna. Potrei, ho pensato, spennellarmi anche addosso e poi non lavarmi più? Toccherebbe provare.
Dopo pranzo ingaggio la madre di tutte le battaglie, sto girando da più di un anno con il pulsante del salpancore che non funziona a tirar su. Avevo determinato che, smucinando intorno ai cavi del rele’, qualcosa si smuoveva. Sicche’ disfaccio il letto amorevolmente fatto dalla donna delle pulizie (tanto era fatto al contrario, come sempre), tolgo i materassi, spaiolo, tolgo 9 salvagenti, e finalmente metto i piedi dove la prua fa la sua classica V.
Perché il fatto è che dal pozzetto riesco a salpare, dunque per forza deve essere il filo che dallo switch va al pulsante.
Non senza fatica lo individuo, combatto con il nastro agglomerato che nasconde alcune giunzioni, le rifaccio, provo. Un cazzo.
Ma come? Allora deve essere proprio il pulsante! Cosa che avevo già escluso. Boh.
Smonto il pulsante, giro il disco che unisce i contatti dalla parte più pulita, spruzzo il CFC electro e provo. Va.
Misteri. Forse il vero colpevole e’ la giunzione molto a corto che attacca i cavi del pulsante al circuito, più che il pulsante stesso. Quando si romperà di nuovo, mi concentrerò li.
Poi c’è la cabina di prua, dove non funzionano entrambe le luci. Questa simultaneità mi ha fatto pensare subito a quando ho smontato mezza barca perché non andava la luce di lettura, e poi il guasto era sulla massa nel quadro elettrico, dove arrivano mille cavi neri tutti dentro lo stesso morsetto. E allora ho aperto il quadro… un cazzo. Era la lampadina fulminata, non so come non faceva andare neanche la sorella.
Ci sarebbe la mooring light da cambiare, ma di andare a riva non ho voglia. Fatemi perdere ancora qualche chilo.

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One Comment
  1. Anonimo permalink

    Quanto ci sono mancati i post di senza parole: buon vento a tutta la tua tribu’ (per altro abbondantemente in età da monel…)!

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