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Al lavoro!

20 giugno 2019

Uno fa tanto per cambiar vita, e poi si trova incagliato nelle settimane lavorative degli impiegati. E noi di Vela Senza Parole, a questo destino inesorabile, diciamo NO! Contro lo strapotere dell’Europa che ci vuole schiavi della Germania, ci prendiamo un giovedì e anche un venerdì per mettere un po’ a posto Senza Parole, tanto poi basta stampare un po’ di minibot e il bilancio quadrera’. Così, stamane dopo un breve passaggio al lavoro per indirizzare tre quattro cose, con piglio manageriale e tempra d’altri tempi, mi sono diretto verso il Monte Circello, che dall’alto ripara e custodisce la mia amata dalla furia degli elementi.
M’imbarco verso la mezza, con Marco che mi slaccia corrente e corpo morto – e Tonino i cavi di poppa.
Esco fuori dalle boe, mi ancoro sotto la montagna su 2 metri di fondo, mi infilo muta e guanti e mi butto armato di raschietto. Tolgo mezzo metro cubo di denti di cane, fin dove arrivo senza troppe immersioni. Resta lo skeg, la pinna, e la panciona della mia barca. Magari domani?
Rientro in porto, giusto in tempo per un panino prima che arrivi la donna delle pulizie. Ogni tanto, ci vuole una professionista.
Io intanto ripasso il tavolo fuori, la parte che resta esposta al sole si massacra e va ripulita. Ace e spazzola e poi spugna, poi ancora e ancora.
Poi una prima tranche di spesa: acqua e vino. Poi la seconda, che la tipa è ancora dentro: birra e coca e patatine.
Finalmente mi restituiscono la barca e comincio a sistemare. Getto con rammarico del cibo scaduto, nella scansia “pasta e barattoli”. Qui è accaduto che una latta di pomodoro si sia bucata… incredibile… forse avevo provato ad aprirla e mi era rimasto in mano l’anello? Fatto sta che la riesumo, bucata e ammuffita, con sversamento relativo. Sistemo tutto, scopro che ogni volta che salgo in barca compro spaghetti, ma evidentemente coi cuccioli facciamo solo pasta corta, sicche’ ho tipo 10 pacchi di spaghetti, gli ultimi appena presi. Rimedieremo.
Passo insomma il pomeriggio tra secchione della mondezza e supermercato. Alla fine, mi sono scottato le braccia con il segno della maglietta, ma la barca è tornata in ordine, finalmente.

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