Vai al contenuto

Ventotene

7 agosto 2018

La cala del Core ci vede dormire fino alle nove, sorprendentemente calma. Le maligne PJ e Zia Giova, dicono che in realtà sono io ad aver dormito fino alle nove, loro erano sveglie dall’alba e non facevano rumore. Ma allora pure io ero sveglio e non mi alzavo per non far rumore. Non si capisce più nulla, fatto è che la barca si anima a quell’ora e tutto quel che abbiamo in programma è di cercare la barca di amici con i quali ci inseguiamo da giorni. È che sembra quasi ci sfuggano, con programmi evasivi e toponimi a me ignoti, tipo: i Forni.
Alla fine mi convinco che deve trattarsi di Cala Inferno, a 500 metri da noi, e dunque a malincuore levo il ferro per intraprendere la perigliosa navigazione. Mi consola il fatto che ne profitterò per una ampia ricarica di batteria, il motore è spento da quasi 48 ore. Poi accade che i due erano praticamente nella nostra stessa cala, alla estremità opposta, e dunque li troviamo tre barche dopo.
Qui ci si intallia un poco, tra chiacchiere, bagni nella piscina di mare (nuovo acquisto di Elisabetta, felicissima), birrette gelate.
Verso mezzogiorno i nostri amici ci lasciano, e a malincuore mi arrendo ad intraprendere una nuova navigazione: Ventotene. Ci arriviamo verso le quattro, dopo una smotorata nella calma piatta.
Ancoro a Levante del Porto Romano, mi meraviglio presto della calma del luogo. Non ci sono scie, non c’è passaggio, si sta in mezzo altre barche come a Ponza, ma sono tutti più tranquilli.
A sera arriviamo a terra, ceniamo con gli amici Claudio e famiglia, incluso un piccino che lega con i miei.
Ventotene ha un segreto ben custodito sul quale ogni volta mi interrogo. Oggi penso che sia un paese più di terra che di mare, come tale più profondo e umanistico, per esempio, di Ponza. Ha anche un altro segreto, quello di una certa imprevedibilità, in negativo, dei venti e del tempo. Quando alle dieci e mezza riprendiamo il mare per raggiungere la barca in rada, vedo le prue beccheggiare: s’e’ alzato maestrale. Sono costretto ad alare i pupi da murata, che la poppa schizza. Riguardo Lamma: dava vento 3 e mare poco sopra zero. Vorrà dire che calera’…

Annunci

From → Uncategorized

4 commenti
  1. alessioorlandi permalink

    Urge un post descrittivo della logistica di gestione dei pupi, in particolare varo e alaggio post cena in stato sonnolento con passeggino e fagotti al seguito e magari con condimeteo avverse

    • fpalomb permalink

      Ciao Alessio. Quando il piccolo dorme, di solito lo lasciamo in passeggino, si fa la corsa in tender come Il Santo Patrono il giorno della festa a mare; all’arrivo viene scaricato in plancetta con tutte le rotelle, e poi in pozzetto, dove di solito viene sciolto e messo a letto. Altrimenti va in braccio alla mamma, poi ce lopassiamo nei vari transiti. La cosa che più ci manca è il box: ho messo una sponda ad un lettino, ma la scavalca… l’unica è tenerlo legato alla sediola, ma dopo poco protesta.

      >

      • alessioorlandi permalink

        Ottima organizzazione, noi quest’anno abbiamo fatto un po’ di montagna con la roulotte e ci troviamo bene con il lettino da campeggio poggiato sulla dinette (a tavolino abbassato), il pupo ci dorme al sicuro e di giorno funziona anche da box mentre traffichiamo. Pensavo sia soluzione adattabile anche alla barca

      • fpalomb permalink

        Sarebbe perfetto. È solo la mia resistenza ad introdurre oggetti in barca!

        >

Rispondi a fpalomb Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...