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Di nuovo notte

5 agosto 2018

Stessa panca di ieri. Due cuscini sotto di me, ad ogni buon conto. E intorno le mille luci e suoni di Ponza porto. Uno impara. Ieri s’e’ rollato tutta notte, come sempre al Francese, specie se il Levante previsto esita, s’alterna col Nord est, ti fa girare tutta la notte senza soffiar davvero. Oggi basta, provo a entrare nella rada del porto, sono circa le 19, miracolosamente trovo un posto plausibile, dove, per posizionarle il ferro, triangolo le altre barche in complicate equazioni di relatività ristretta, dove entrano il tempo (di andar a mangiar fuori), le variabili atmsferiche e un poco di psicologia umana.
Mi sembra l’ancoraggio perfetto, se non che il Bavaria a fianco ha un pizzico di Genoa rollato di fuori, e al cambiamento delle debolissime arie si posiziona in opposizione di fase a me. In pratica, fanno l’aperitivo tenendomi la prua spinta fuori. Tutto calcolato. Sopratutto calcolato il fatto che, serafici, mi dicono che stanno per andar via. Serafico anche il tizio in motoscafo a poppa, arrivato dopo e posizionatosi in quadratura a mezzo metro dal mio tender. Anche lui, dice, andrà via. Perfetto.
Perfetto anche perché io sono preso dalla battaglia di mettere a mare il tender. Motore appena revisionato, lo monto, faccio per partire, ed ecco che non c’è attaccata la chiavetta di sicurezza. Quella da mettere al polso, in teoria. Gastemio a sufficienza, chiamo il meccanico, giusto per sincerarmi che non mi abbia lasciato la chiavetta da qualche parte.
Poi provo dei sostitutivi, che mi portino almeno alla nautica in porto: una cima, una molletta, una forchetta. Niente. Allora prendo un mestolo piatto di legno, la sega, il leatherman e comincio a lavorarlo per assumere la forma acconcia. Il primo tentativo va buca, forzo troppo ed il legno si spacca. Riprovo, prendo il trapano, le punte giuste, sego, alliscio, plasmo.
Va perfetto. Resta solo da accorciarlo e legarlo… ci vorrebbe una sagoletta… ecco che ce ne è una appesa al fuoribordo, che va a mare…. la tiro ed ecco che spunta intatta la mia vecchia, solita chiavetta. Rubrico la cosa come grave deformazione professionale, e faccio finta di niente. In poco siamo pronti per scendere, dopo due giorni di mare.
I due bimbi sono vestiti da marinaretti d’alta moda, tutti gli fanno i complimenti e la mamma è felice. Anche perché finalmente è calato il sole, e fa un poco di fresco.

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2 commenti
  1. alessioorlandi permalink

    Ero abbastanza sicuro sin dalla telefonata al meccanico che in realtà la chiavetta fosse perfettamente al suo posto, ma ho imparato anche io che nei momenti concitati vale il detto “se vuoi nascondere una cosa, mettila in bella vista”. Ho proseguito a leggere con il sospetto che volessi fare un narcisistico sfoggio del tuo arsenale parkside e forse ci ho preso! PS il Leatherman sfigura un po’, dovresti omettere di possedere questi feticci dei tempi andati, ora il mainstream è lowcost ma onesto

    • fpalomb permalink

      Il solo Leatherman costa come 3-4 trapani avvitatori! Comunque ci hai azzeccato, Parkside è entrata anche in barca… e non so come facevo prima…

      >

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