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Sole giallo

30 giugno 2018

Un beffardo disco infuocato attraversa paro paro l’oblò laterale di tuga, quello aperto, e si posa senza pietà sul mio visino addormentato. Sono steso sul divano, mal avvolto nel saccopelo. E sono quasi le otto. Ho avuto come l’impressione di non dormire mai, stanotte. Prima Ciccio ancora alzato a farsi il bicchiere della staffa con Federico. Poi quel nuovo rumore della barca, perfettamente fasato con il rollio, che poi era il delicato russare di Luca. Poi la pompa che innescava, pensavo la doccetta, e c’era Federico fuori che raccava. Poi il gran rollio delle 4 e 45, che volevo spostarmi.
Invece sono uscito a disegnare nell’acqua strisce giallo luminescenti e poi mi sono addormentato davvero. Fino a che, la dove ieri era la luna rossa, spunto’ il sole. Fenomeno inspiegabile, specie senza un caffè.
Ripassiamo a terra per varie ed eventuali, scordando di scaricare le 24 bottiglie di Tennents vuotate.
Poi salpiamo per girar l’isola di Ponza e vedere quel che manca. Obiettivo Lucia Rosa, dove arriviamo che non c’è nessuno. In effetti il mare di maestrale continua a battere, come previsto. Io mi riparo dietro gli scogli, c’è un po’ di vento che tiene la barca diritta, e si sta.
Nel frattempo ho sottoposto a lunga, infinita cottura 12 pomodori al riso con patate. Ci vuole la pazienza di aspettare che si ritiri l’infinito acqua che tirano fuori, e che l’olio si rapprenda in quella deliziosa sugna nera sotto alle patate. Anche 3 ore, ad occhio. Faccio in tempo a fare in parallelo anche le melanzane di Assunta.
Poi verso l’una muoviamo, c’è un leggero Ponente e sono convinto che la barca si muova meno a vela che all’ancora. Il mio equipo è scettico sul mangiare in movimento, e all’inizio noto una certa inerzia che tira ad aspettare di arrivare a Palmarola. Poi però subentra la fame, cominciano a salire su pagnottelle pizzette salami e tutti si radunano intorno al desco. A quel punto esibisco il pomodoro col riso, che viene onorato da tutti, perfino dal comatoso Federico, salvo poi restituirlo quasi subito, poraccio.
Si va bene, ancor meglio grazie alla pulizia della catena operata a suon di raschietti da me e Andrea. Ho anche resuscitato l’elichetta del log, la carena era così sporca che non girava neanche pulita.
Boliniamo tranquilli verso i faraglioni di mezzogiorno, dove ancoriamo giusto in mezzo al canale.
Quindi tento una traina al Cappello, due impicci gravi e una aguglietta il magro bottino.
Poi ci si riposa, si dorme, anche. Fino a che verso le dieci sale labile un certo desiderio di cibo, unico lecito e possibile passatempo di 6 maschi onesti. Esorto i ragazzi a cimentarsi. Ciccio si esibisce nel rigatone pomodoro e basilico. Mentre si cuoce, azzanniamo la melanzana fatta a pranzo.
Siamo in mezzo al canale di mezzogiorno. Intorno mille luci. Come fossimo in citta’ e invece è San Pietro e Paolo a Ponza.

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