Vai al contenuto

Festa del lavoratore

1 maggio 2014

Al minuto due, gia due pesci persi. Un record mondiale.
L’ultimo della incredibile serie di ponti del 2014, funestata da previsioni mai rassicuranti, e’ partito come gli altri. Primo maggio piu’ sole, poi al venerdi iniziano le piogge, sabato tuoni e fulmini, domenica miglioramento. Difficile entusiasmarsi. Anche perche’ la sera della partenza da Roma s’e’ rivelata fredda da camino. E quindi s’e’ dormito a casa, ci si e’ alzati comodi, s’e’ partiti a una certa, si son fatte tutte le soste e chiacchiere dovute, e precisamente: Conad, Casa del dolce, giornalaio, Minimarket del porto, Benzinaio, Shipchandler.
A quel punto, per me era giornata da banchinaro, con al massimo una puntatina fuori per mangiare un panino. Tanto piu’ che il porto semivuoto, la giornata di sole ed un mare insolitamente azzurro invogliavano davvero. Un motoscafo di quelli corti e alti, uno di quei cubi che in metri 5,60 circa ti piazzano sei cuccette a castello, s’e’ addirittura ancorato cime a terra alla spiaggetta dentro il porto, coi pupi che sguazzano. Uno che ha veramente capito tutto.
Poi pero’ chiamo Giuseppe di Saari, lo becco giusto in porto, mi convince che il tempo e’ buono e le previsioni nella ultimissima release hanno spianato tutto e che dunque occorre traversare. Si vada, dunque!
PJ si monta la testa quando la metto al timone per uscire dal porto, inizia a chiamarmi mozzo, poi le dico di mettere prua al vento e l’intero 360 delle rotte viene esperito.
“Come fai a capire da dove viene il vento?” “Da dove vanno i capelli” e’ la risposta. Insegno, spiego, alla fine, quando la massicciata del porto e’ nuovamente sulla nostra prua, rinuncio ed indico.
Alzo la randa, finanche il genoa viene srotolato al vento, un nido si sparpaglia in coperta, mi vergogno per aver cosi’ tanto trascurato la mia barca.
L’aria e’ ovviamente in prua, scarsa abbastanza da dar solo noia. L’onda si sente, come previsto e’ lunga e flaccida. Avanzo, sotto i 3 nodi, con due canne a riva, ancora a mezzo miglio dalla costa.
Parte prima la grossa, una bella partenza decisa, a strappi. Imbraccio, faccio casino e abbasso la leva per sbaglio, vedo un pesce ingobbirsi e salutarmi. Recupero, controllo, sto ricalando, che parte l’altra, super leggera. Va a seimila, ma non strappa. Corro di la’, quando arrivo il pesce e’ oramai in salvo. Bene.
S’apra dunque la questione identitaria. Escluderei i tunnidi, seppure per avvicinamento sottocosta ed informazioni di sicura fonte (il Maestro) potrebbero essere i maggiori indiziati. Pero’ un tonno, di solito abbocca e non slama cosi’ facilmente. La lampuga come intermittenza negli strappi potrebbe essere, cosi’ come la mia nemica numero 1, la fuggevole Aguglia Imperiale. Ma quest’ultima l’ho sempre intercettata piu’ a largo e con acque piu’ calde. Forse erano tonnetti, tutto considerato mi pare l’ipotesi piu’ facile, sicuramente anzi tonni rossi, vietati e quindi meglio cosi, si, si, meglio cosi’.
Dopo un poco di penare nelle arie leggere, capaci solo di gonfiare il genoa dalla parte frenante, il bordo mura a dritta comincia a dare buono. Sta entrando il ponentino decretato da Lamma, con qualche quarto d’ora di ritardo, ero preoccupato.
Addirittura riesco a far prua su Ponza e spegnere. Il mare e’ di un blu intenso, non scontato di questo periodo, vuoto di ogni qualsivoglia natante, fatta eccezione per noi e Saari. E’ passata l’una, ci sono tutte le condizioni per tirar fuori i cuscinoni e buttarsi a pelle di leone a riposare.
Cosi e’ fino a che non valuto una poggiata decisa su Zannone. Qui mi esibisco in un giuoco che da sempre m’appassiona: la gimkana. I paletti sono le migliaia di pedagni di rete e coffe, con la difficolta’ ulteriore dei relativi collegamenti sottomarini, da non intercettare con delle sorte di uncini che trascino a poppa. Mi districo abbastanza bene, riuscendo a terminare il percorso con una sola presa di fondo – ed evitando altresi’ di infastidire gli amici pescetti.
Cosi’ doppio Gavi sul far delle cinque, consolandomi con il piacere di navigare lungo il ridosso di Ponza, solcando solitario un mare vergine.

Annunci

From → Uncategorized

5 commenti
  1. Andrea permalink

    Amazing: Spero di conoscerti presto. AB. Un bacio a PJ.

  2. Gommonauta permalink

    Si, meglio così. La foto e’ fatta da Sari e coglie l’attimo dello smadonno?

  3. Gommonauta permalink

    In effetti si vede te che cazzi PJ per aver sbagliato l’accostata al momento della partenza, causa della Simmenthal a cena…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...