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2012 prima uscita

27 gennaio 2012
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Senza Parole aveva voglia di togliermi il muso e portarmi un po’ a giro… cosi’ ho approfittato dell’ultimo giorno buono prima del cattivo tempo per scioglierle i lacci e lacciuoli e liberalizzarle il passo. Fin troppo liberal, direi, giacche’ una dicitura “NO PILOT” campeggia sinistra sugli strumenti elettronici, gia’ mentre Giorgio e Umberto mi aiutano ad uscire.
Sto per fermarli, ma non si fa, avrei dovuto controllare prima. Esco, teso come solo dopo tanto tempo che non porto piu’ la mia barchetta, sono piu’ di due mesi, penso.
Ma mi sciolgo subito, la manetta e’ precisa, il timone anche, affronto la secca del molo concentrato sull’ecoscandaglio. Mannaggia, il Garmin e’ ancora settato sulla modalita’ notturna, non si vede una ceppa. Mi torna alla mente l’ultima uscita, quella del dentice a Zannone, quando arrivai in porto a notte fonda.
Mi porto fuori a sufficienza, spengo e vado diretto al solito fusibile nel vano motore. E’ sano. La barca si intraversa, rolla di brutto, cade di tutto. Spruzzo Crc electro, testo col tester, ancora “No Pilot”, non e’ qui il problema. Ho due alternative: ancorare davanti alla spiaggia, sotto questo mezzo metro d’onda di scirocco o pescare stando alla barra tutto il tempo. Propendo per la seconda, che qui senno’ non s’esce mai. Solo che qualunque operazione deve essere svolta in 10 secondi, per riprendere al volo la rotta. Togiere parabordi di sinistra: 10 secondi. A dritta: 12 secondi e la barca che se ne stava andando. Prendere la canna in cabina, cazzo, e’ impigliata, corri, riprendi, uff…
Comunque, vado. Non posso dedicarmi a null’altro che non sia tenere la rotta, e’ un po’ una seccatura. Poi ragiono. Quando non arriva la potenza all’attuatore il messaggio e’ Rud Error. Il fusibile non c’entra, ne’ c’entra il motorino elettrico. E’ l’elettronica che faglia. E dove sara’ la centralina dell’elettronica? Beh, intanto sugli stessi display del quadro che mi danno “No Pilot”. In effetti la volta scorsa ho smontato il pannello per dare una pulita al blocchetto della accensione e… vuoi vedere che… Corro giu’ a prendere un cacciavite, smonto il pannello della plancia mentre costeggio il Circeo a traina. Non faccio in tempo ad aprire del tutto che il display gia’ prende, evviva! Controllo scrupolosamente ogni connettore con strumenti di altissima precisione e test incrociati di stress chimico-fisici, dopodiche’ richiudo tutto, ma non metto le viti che non si sa mai.
Con il pilota e’ tutta un’altra cosa, fotografo, scrivo ‘ste cazzate, monto il mio strapuntino dandy, prendo il nastro e segno la lenza per regolare bene quanto monel dare, improvvisamente, sara’ anche che ho girato la montagna e il mare spiana, la giornata mi sorride.
E pero’ tutte queste risate se le fanno anche le spigole, che restano dove sono e mi fanno marameo. Cosi’ non resta che rientrare in porto, verso le 4. Mi faccio cambiare di posto da Tonino. Prua a levante, a diminuire il rollio. Ormeggio. E attacco la battaglia campale del montaggio dei canali del Webasto, il riscaldamento ad aria che avevo iniziato ad installare ad ottobre (segue).

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