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Ponza

31 luglio 2011

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Di ritorno verso la base. E’ stata una gita rilassata e riposante, non ho neanche voluto mettere giu’ il tender. Ho cominciato e finito l’ultimo Montalbano, Il gioco degli specchi. Montalbano va letto per entrare nel ritmo rilassato della crociera, quello che ti fa tenere gli occhi giu’ e non costantemente al mare, a cercare una increspatura anomala, una corrente, una barca accanto. Quella sana distrazione che produce relax.

Comunque, grandi esperimenti culinari, con il poco che avevo. Ieri sera spaghetto al pomodorino, secondo la ricetta che ho visto applicare da Patrizia. Si sbollentano i pomodorini nell’acqua della pasta, per due minuti e scottandosi le mani si spellano. In realta’ non ci sarebbe bisogno di scottarsi le mani, ma una volta tirati fuori dall’acqua dovete buttare gli spaghetti, quindi c’e’ urgenza di preparare il sugo. Insomma, li spellate incidendoli con il coltello e poi li gettate direttamente nel soffritto d’aglio che avrete preparato. Fate cuocere un poco, schiacciandoli. Verra’ un sugo molto acquoso, ma va bene cosi’, perche a 5 minuti dalla fine della cottura, ci buttate gli spaghetti dentro, a terminare. Essi assorbiranno tutta l’acqua dei pomodorini e attireranno per simpatia i pezzettoni rimasti in giro. Basilico, pepe e a tavola.

Trattasi di spaghetti al pomodoro, ma fatti cosi’ sono un’altra cosa.

A pranzo invece mi sono arricreato aprendo una delle conserve del tonno dello scorso anno. Bello, era bello asciutto che appena l’ho mischiato con l’olio e i pomodorini e il basilico, e’ ritornato a nuova vita. Poi pero’ cosi’ mi sembrava tristanzuolo, allora ho messo in forno il pane aperto in due, a tostare e ho aggiunto i capperi nell’insalata. A pane tostato, ho versato abbondante olio e sale, schiacciando un po’ al centro per formare una conca dove mettere i pomodorini e il tonno. Rughetta intorno a guarnire, una croce d’olio anche sopra, pepe, e via.

Pane cunzato, con quel che avevo.

Il ritorno e’ stato molto tranquillo. Bel tempo, dopo un giretto a monel davanti a Frontone, ho dato subito randa e genoa. In poppa e lentamente sono arrivato a doppiare le Scogliatelle. Allora ho orzato sul Circeo, c’erano 10-11 nodi di ponente, che al traverso hanno spinto Senza Parole tra i 5 e i 7 nodi.

La barca ormeggiata prima fila da seconda esterna, tanta voglia di rivederla presto.

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One Comment
  1. santippe permalink

    eh. il caro vecchio sugo (di pomodoro) alla carrettiera!! 🙂

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