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La casa dei Sacco a Ponza

19 aprile 2011

“Ai primi di Aprile ero a Ponza.

Mi sono regalato una lunga passeggiata fino all’estrema punta nord dell’Isola: la Schiappianara.

E’ una delle passeggiate che amo di più quando sono a casa mia.

Sono tante le ragioni che mi portano a preferire la salita all’Incenso ad altre possibili camminate sull’isola ma credo che la più importante sia la sensazione di distacco dalla “civiltà” che ti prende mentre si sale verso l’altopiano.

Dopo aver lasciato alle spalle lo spiazzo del Gaetano, capolinea dei pullmann di linea, inizia una piacevole salita.

Sentiero di collina poco curato ma comunque agevole anche se in alcuni tratti bisogna aiutarsi con le mani, per salire.

Dopo duecento metri si scopre il mare a levante dell’isola e le abitazioni di Le Forna rimangono tutte sotto allo sguardo. Incominciano a diventare piccole.

Si ha quasi la percezione che le storie degli uomini, i loro problemi, “le chiacchiere ” di tutti i giorni, diventino poca cosa rispetto a a quel ben di Dio che lo sguardo ti offre.”

Il resto nel bel blog “La casa dei Sacco a Ponza” dove l’autore, originario dell’isola, offre spesso al lettore alcune storia di mare e di pesca tramandate attraverso i racconti dei suoi avi.

E di storie ne ha, come questa di suo padre, naufragato nel dicembre del ’31 con il Teseo in mezzo al Tirreno:

“Davanti a lui, verso la prua del Trieste c’è una solida corda che arriva in acqua senza nessuno che la utilizzi.

Con poche bracciate la raggiunge, si attacca con la forza della disperazione e si accorge che sale su velocemente, perché dall’alto della murata due ufficiali del Trieste lo stavano letteralmente sollevando dal mare.

Un attimo di ulteriore terrore: “Quando arrivo sul bordo della murata, con questa velocità che mi tirano su, questi mi spaccano le mani”: E’ pronto al peggio, si prepara a resistere a questo dolore che gli arriverà ma gli uomini che lo salvano sanno di non doverlo massacrare prima di metterlo a bordo e lasciano a lui la possibilità di superare questo piccolo ostacolo, senza farsi male.” 

Teseo_3

 

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