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Martedì 27 luglio – giorno 3

27 luglio 2010
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Finalmente si dorme… Freddino nella cabina d prua, a una cert’ora agguanto il pile.
Comunque all’alba sono in piedi, colazione, pulitina in pozzetto, adesivi sul tender e giu’ in paese. Che e’ un bel paese, finto il giusto, ma con i negozietti, il supermercato che sembra la villa di Berlusconi e poca gente. miracoli di luglio? In effetti ovunque c’e’ un quarto della gente di Ferragosto scorso. Spesetta, poi rotta per Marinella dove ci aspettano Maria e la cucciola, arrivate 2 giorni fa con l’aeroplano. Traversata senza storia attraverso il golfo di Olbia, capo Figari sempre maestoso, poi ancoraggio tender valige gatti piccoli e grandi tonno scottato e marinato. Quando tutti sono appennicati, partenza alla zitta e su le vele con pochi nodi per un passaggio radente alcuni rinomati lochi di villeggiatura che in effetti non ho mai coperto. Sono poco selvaggi, poco pescosi, poco solitari, ma tanto belli, mortacci loro. Cala di Volpe, con le boe intelligenti distanti cento metri riservate a yacht di minimo 80 piedi (e non ci si puo’ ovviamente ancorare in mezzo). Romazzino, Cala di Principe, punta Capaccia, il Pevero e Li Nibani, Porto Cervo, tutto scorre lentamente al traverso di Senza Parole che lentamente bordeggia tra scogli e barche da paura, come Al Mirqab, del premier del Quatar, 133 mt di abuso edlizio galleggiante.
Ritrovo anche il Rowenta galleggiante oggetto della mia rubrica ‘barche particolari’, da vicino ci colpisce per la sua originalita’.
Al fine, rotta su Caprera, il vento cala e comunque i 3 nodi non sono più tollerati, a motore attraversiamo 2 mangianze di gabbiani nelle quali il pesce si intuisce ma non si scorge, doppiamo con cautela il capo nord dell’isola e ci infiliamo dentro Cala Napoletana. Sono le 8, non c’e più nessuno a parte un simpatico gozzetto locale che ci affida la cala per la notte. Bagno, cena, pesce, dolcetti sardi di supermercato vs ciambelline di Anzio… che velodicaffa’? La Sardegna pero’ prende la sua rivincita col mirto di Zedda Piras, seppur caldo, spinge parecchio, e ci conduce ad un surreale gioco dei mimi al buio, non fosse per la luna che ad un certo punto, spunta, ovviamente, dal monte.

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One Comment
  1. Che invidia!!!Bella la definizione "abuso edilizio galleggiante" rende perfettamente l’idea, :-)BVMauro

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