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28 giugno 2010

Traina inutile, all’alba di ieri. Mai preso nulla a Ventotene (e, ahime’, in un sacco d’altri posti). Rientro in porto, faccio un giro dal lato del benzinaio. “GASOLIO ESAURITO” dice un cartello, appena visibile tra i 3 o 4 motoscafi da 40 metri che ha fatto ormeggiare al suo scoglio. Forse fa più soldi cosi? Pieno + ormeggio e la cisterna e’ vuota e la giornata assicurata. Altri sono con ancora e cime a terra su una piattaforma che sporge e che forma un dentino nel porto e ne fa la parte più ridossata. Altri ancora, più nell’interno, hanno corpo morto a poppa e a prua, chissa’ chi gestisce questi posti e cosa chiedono.
La banchina galleggiante e’ piena, quella del traghetto anche, e sono tutti motoscafoni enormi, che la banchina e’ alta parecchio. All’inglese, prima e dopo l’aliscafo, sono ormeggiati pacchetti di 2 o 3 barche, anche loro sembrano scostate tra loro, come se contassero su corpi morti separati.
Un po’ prima delle 8 rientro a bordo, attacco la manichetta e do’ una pulita al pozzetto, lurido della vicinanza con la banchina. Si svegliano Maria e Giovanna, andiamo a far colazione, spesa minima e acquisto di libri dal mio amico. Terzo libro della trilogia di Izzo (ne compro uno l’anno, da lui) e romanzo a scatola chiusa da lui sponsorizzato: “La 25esima ora”, mi pare. Prova anche a rivenderci “La citta’ perfetta” di Petrella, ma grazie, lo abbiamo preso lo scorso anno, bello, bellissimo.
Vabbe’, usciamo, bagnetto alla Parata Grande e smotorata verso Ponza (20 nm). A La Botte spengo motore e proseguo per le ultime 7 miglia in bolina sui 3,5-4 nodi. Dormono tutti, mi lasciano fare.
Da lontano cala del Core sembra il parcheggio di Castel Romano Outlet, pero’ sulla destra, dal lato di Cala Inferno, accanto alla nave dell’acqua e’ tutto vuoto. Ci piazziamo alla grande in 6mt di acqua sopra fondo sabbioso e chiaro. Bagni, poi riflessioni sulla strategia d’ormeggio. La fascia oraria dalle 6 alle 8 e’ tragica per la quantita’ di scie di motoscafi che rientrano. Ovunque ti metti e’ una sofferenza. O sei proprio dall’altra parte dell’isola o ti beccano ovunque. Cosi’ lascio come piano B i miei ancoraggi segreti, che sono da raggiungere “per ultimo” e mi dirigo a manetta in porto. Infatti nella rada del porto le barche sono all’incirca costrette a rallentare e il mare bolle di choppi ma non fa rollare troppo Senza Parole.
Insomma entro di corsa facendo a sportellate con un motoscafo, puntando dritto la zona dove mi sembra possa gettare il ferro. Prua al vento, ferro giu’ tra le poppe di Anctarctica e di un GS che sta combattendo con una barca che gli scade sopra. Vabbe’, io che c’entro? Sto dalla parte opposta, arretro e stop. Riesco a passare l’esame della capitaneria che passa diverse volte a sloggiare gli incauti che si sono messi oltre la mia linea, eh eh eh. Alle 8, tender, terra, raggiungo le ragazze a cena, poi incredibilmente dopo cena al Tripoli, mi ritiro parecchio fatto e mi catafotto in un sonno piombigno.

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2 commenti
  1. poi l’ha vinta la battaglia il GS vero? :)))

  2. Francesco Palombelli permalink

    ‘Nsomma… Non ho capito se erano amici, ma il tizio e’ stato un’ora a dare ancora e sempre finiva in bocca al GS. Comunque la notte e’ stata calma e ha perdonato molti orrori.

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