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Ventotene ore 9

27 giugno 2010
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Ieri siamo partit da San Felice alle 10, dopo alcuni bordi contro poco sudest e tanto motore siamo infine arrivati a Ventotene alle 4 di pomeriggio, finalmente con un po’ di vento. Ancoraggio davanti a La Nave, in un milione di barche, bagnetto e alle 5 e mezza ci rirtiramo in porto. Volevo mettermi all’inglese, in fondo al bacino, ma c’era traffico di biscottoni e l’ormeggiatore mi ha detto solo “devi aspettare”. Al che mi sono avvicinato al molo di sopraflutto, mezzo vuoto, dove sono impegnati e mi cagano zero. Comincio a innervosirmi, commetto il fatale errore di mettermi dove alla fine dicono senza chiedere prima il quantum. Una volta dentro e’ tardi e il cartello “Yachting Club Ventotene” mi fa sentire parte di una selezionata casta di privilegiati (da una parte) e pollo da spennare (dall’altra). Vabbe’, sistemo la barca e vado a correre su e giu’ per le colline dell’isola, l’andata e’ veramente dura, al ritorno impiego la meta’ e allora faccio un secondo giro del paese. Rientro, doccia, relax, mi vesto per uscire e noto parecchia aria in porto, che battezzo brezza da NW. A 100 mt dalla barca vedo megliol’imboccatura del porto: il mare e’ pieno di creste, il cielo nero a NE, fulmini.
Rientro, si balla parecchio e pioviccica. Il vicino mi ha piazzato un traversino che non si fida e si lamenta che il fb del mio tender batte sulla sua prua (che gente!). Contemporaneamente il portuale col cappello a larghe falde mi batte euro 10 a metro per la notte. Non so più a chi dare i resti, cell’hanno tutti con me, compresa la buriana che e’ da nord est e scassa parecchio la minchia. Vabbe’ per fortuna non sono in rada, pago, sistemo il tender, mi prerparo un apo sul tavolo da carteggio e dopo poco torna Maria con le ragazze. Ha preso le vongole, si cena a bordo. Quando lo spago e’ pronto, il vento ha mollato e prevedo che la risacca, fastidiosissima, cessi presto. Infatti alle 10 andiamo a letto con il mare quasi calmo, sprofondo nel sonno subito, ma a mezzanotte di riparte la lavatrice e noi siamo nel cestello… Esco, non sembra esserci aria, ma qui ho il muraglione da 4 metri dell’antemurale… Accendo gli strumenti, 10 nodi da Est. Lo battezzo brezza di levante, fa casino lo stesso pure lei, vaff! Pago uno sproposito e devo dormire a cazzo, rientro in cuccetta nirbuso assai. Com’e’ come non e’, dormo, male ma dormo. Durante la notte alla fine smolla e alle sei mi alzo, caffè’, biscotti, preparo il tender e mi vado a fare un giro a traina.

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